Conoscere l'autismo per accompagnare la crescita
In breve
Autismo
L’autismo, o disturbo dello spettro autistico (ASD), è una condizione del neurosviluppo che influenza il modo in cui una persona comunica, interagisce socialmente, elabora le informazioni e percepisce il mondo.
Si parla di “spettro” perché le caratteristiche e i bisogni variano molto da persona a persona.
Che cos'è?
Che cos'è l'autismo infantile
L’Autismo Infantile rappresenta il quadro clinico più grave dei Disturbi Generalizzati dello Sviluppo ove sono raggruppati una serie di disturbi in cui attenzione, percezione sensoriale, umore, funzionamento intellettivo e attività motoria risultano gravemente compromesse in modo generalizzato.
Le aree prevalentemente interessate e deficitarie sono quelle relative all’interazione sociale reciproca, all’abilità di comunicare idee e sentimenti e alla capacità di stabilire relazioni con gli altri.
All’interno dei Disturbi Generalizzati dello Sviluppo rientrano anche il Disturbo di Asperger e l’Autismo ad Alto Funzionamento. L’Autismo è una disabilità “permanente” che accompagna il soggetto nel suo ciclo vitale, anche se le caratteristiche del deficit sociale assumono un’espressività variabile nel tempo.
Come si riconosce?
Campanelli d'allarme
Perché si parli di disturbo d’ansia devono ricorrere queste condizioni:
Nel primo anno di vita
I comportamenti che indicano una compromissione qualitativa dell’interazione sociale sono:
- Sguardo sfuggente
- Assenza di sorriso sociale
- Difficoltà a tenerlo in braccio
- Difficoltà nel richiamare la sua attenzione su un oggetto o su un evento interessante
Fra il secondo ed il quinto anno di età
- Il bambino tende ad isolarsi, non risponde al suo nome, non rende partecipe l’altro ad attività per lui interessanti e non partecipa alle attività degli altri, usando gli altri esclusivamente per soddisfare i propri bisogni.
- Il bambino si appropria con estrema difficoltà dei “codici” necessari alla comunicazione.
- Il linguaggio non viene utilizzato a scopo conversativo, ma è utilizzato solo per soddisfare i propri bisogni.
- Il bambino tende a camminare sulle punte dei piedi, “sfarfallare” con le mani, tapparsi le orecchie, aver paura di comuni rumori domestici come il phon o l’aspirapolvere, girare su se stesso, interessarsi per lunghi periodi a singoli oggetti o parti di essi, metterli in fila o far roteare oggetti estraniandosi dal contesto che li ospita, spesso, sono sintomi da non sottovalutare.
- A volte alcuni bambini mostrano tratti autolesionistici o aggressivi, dovuti probabilmente ad un deficit sensoriale e di auto-stimolazione.
Come lavoriamo?
Percorso diagnostico e terapeutico
Presso il Centro operano professionisti qualificati, esperti nell’Età Evolutiva, in grado attraverso un lavoro di equipe multidisciplinare ed una serie di incontri di Valutazione e la somministrazione di test specifici, di avere un quadro chiaro sullo stato dello sviluppo cognitivo, psicologico, motorio ed emotivo del bambino, in modo da poter pianificare un percorso terapeutico adeguato.
Il percorso Terapeutico per i bambini deve integrare più livelli di intervento con più figure professionali e richiede il coinvolgimento anche delle figure presenti nei contesti di vita familiare, scolastica e sociale.
Di questo disturbo se ne occupano il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva e il Pedagogista.
Il lavoro psicopedagogico con le persone con autismo favorisce il potenziamento di alcune funzioni cognitive, come la flessibilità cognitiva, la pianificazione ed il controllo del proprio lavoro, l’orientamento spazio-temporale, il linguaggio, la capacità di selezionare stimoli rilevanti ed operare scelte.
A chi puoi rivolgerti?
Gli specialisti dei Disturbo dello spettro autistico
FAQ
Risposte rapide alle domande più comuni.
Che cos'è l'autismo?
L'autismo è una malattia?
No. L’autismo non è una malattia, ma una condizione del neurosviluppo. Non esiste una “cura”, ma interventi e supporti possono aiutare a sviluppare competenze e migliorare la qualità della vita.
Campanelli d'allarme dell'autismo
I “campanelli d’allarme” non confermano una diagnosi, ma indicano che può essere utile richiedere una valutazione specialistica, soprattutto se sono presenti più segnali contemporaneamente.
Nei primi 12 mesi
- Scarso contatto visivo.
- Sorride poco in risposta agli altri.
- Risponde raramente al proprio nome (dopo i 6-9 mesi).
- Condivide poco l’attenzione con le persone.
- Ridotta lallazione o vocalizzazioni.
Tra i 12 e i 24 mesi
- Non indica oggetti per mostrarli o condividerne l’interesse.
- Non guarda dove indica un’altra persona.
- Ritardo nello sviluppo del linguaggio o perdita di parole già acquisite.
- Usa poco gesti come salutare con la mano o fare “ciao”.
- Gioca in modo ripetitivo, con scarso gioco simbolico (ad esempio, fingere di dare da mangiare a una bambola).
Dopo i 2 anni
- Difficoltà nell’interazione con i coetanei.
- Linguaggio insolito (ripetizione di parole o frasi, tono di voce particolare).
- Interessi molto ristretti e intensi.
- Forte bisogno di routine e difficoltà ad accettare cambiamenti.
- Movimenti ripetitivi come dondolarsi, battere le mani o girare su sé stessi.
- Reazioni molto intense o molto ridotte a suoni, luci, odori, consistenze o contatto fisico.
A qualsiasi età
- Difficoltà a comprendere emozioni, espressioni facciali o regole sociali implicite.
- Preferenza marcata per stare da soli rispetto all’interazione con gli altri.
- Difficoltà a gestire cambiamenti nella routine.
- Sensibilità sensoriale che interferisce con le attività quotidiane.
Quando rivolgersi a un professionista
È consigliabile richiedere una valutazione se:
- il bambino non risponde al proprio nome entro i 12 mesi;
- non usa gesti comunicativi (come indicare o salutare) entro i 12 mesi;
- non pronuncia parole singole entro i 16 mesi;
- non combina due parole entro i 24 mesi (escludendo frasi ripetute);
- perde competenze linguistiche o sociali già acquisite a qualsiasi età.
La presenza di uno o più campanelli d’allarme non significa automaticamente che il bambino sia autistico. Molti di questi segnali possono avere altre cause. Una valutazione precoce, quando ci sono dubbi, permette di comprendere meglio i bisogni del bambino e di individuare gli eventuali interventi più appropriati.
Non tutte le persone autistiche presentano gli stessi segnali.
A che età si può diagnosticare?
Alcuni segnali possono essere osservati già nei primi anni di vita. Una valutazione specialistica può portare a una diagnosi anche in età scolare, adolescenziale o adulta.
L’autismo rientra nei Disturbi Generalizzati dello Sviluppo (DGS)?
Sì. L’autismo rientrava nei Disturbi Generalizzati dello Sviluppo (DGS) nelle classificazioni diagnostiche precedenti.
In particolare, nel DSM-IV, i DGS comprendevano:
- Disturbo autistico;
- Sindrome di Asperger;
- Disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato (NAS);
- Disturbo disintegrativo dell’infanzia;
- Sindrome di Rett (successivamente considerata separatamente perché con caratteristiche genetiche specifiche).
Nelle classificazioni più recenti, come il DSM-5, il termine DGS è stato sostituito principalmente da “Disturbo dello Spettro Autistico (ASD)”, che riunisce diverse condizioni precedentemente separate in un’unica categoria diagnostica.
Quindi:
- Autismo = una condizione che faceva parte dei DGS nelle vecchie classificazioni;
- Oggi si parla più frequentemente di Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), con diversi livelli di supporto e caratteristiche individuali.
I DGS/ASD appartengono ai disturbi del neurosviluppo e riguardano soprattutto:
- comunicazione e interazione sociale;
- comportamenti, interessi e attività ristretti o ripetitivi;
- modalità di elaborazione degli stimoli sensoriali.
Che cosa sono i Disturbi Generalizzati dello Sviluppo (DGS)?
I Disturbi Generalizzati dello Sviluppo (DGS) sono un gruppo di condizioni del neurosviluppo caratterizzate da difficoltà che coinvolgono più aree dello sviluppo, in particolare:
- comunicazione e linguaggio;
- interazione sociale;
comportamento, - interessi e modalità di gioco.
Nelle classificazioni diagnostiche più recenti, il termine DGS è stato in gran parte sostituito dalla definizione di Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), che comprende diverse manifestazioni con livelli variabili di supporto necessario.
Quali sono le principali caratteristiche del DGS?
Le caratteristiche possono includere:
- difficoltà nella comunicazione verbale e non verbale;
- difficoltà nel comprendere e utilizzare le regole sociali;
- ridotta reciprocità nelle interazioni;
interessi ristretti o molto intensi; - comportamenti ripetitivi;
- bisogno di routine e prevedibilità;
- particolari risposte a stimoli sensoriali (suoni, luci, consistenze).
Come si ottiene una diagnosi differenziale di autismo?
Quali sono le cause dell'autismo?
Le evidenze scientifiche indicano che l’autismo deriva da una combinazione di fattori genetici e biologici. Non è causato dallo stile educativo dei genitori né dai vaccini.
L'autismo può essere associato ad altre condizioni?
Sì. Alcune persone autistiche possono presentare anche condizioni come disturbo da deficit di attenzione e iperattività, ansia, epilessia o disturbi del sonno.
Quali interventi possono essere utili?
Gli interventi vengono personalizzati in base alle esigenze della persona e possono includere:
- supporto logopedico;
terapia con tnpee; - interventi psicoeducativi;
sostegno scolastico; - supporto psicologico quando necessario.
Le persone autistiche possono lavorare e vivere in autonomia?
Molte sì, con livelli di autonomia che variano da persona a persona. Alcune necessitano di un supporto minimo, altre di un’assistenza più continuativa.
Centro di terapia dell'Età Evolutiva e dell'Adulto
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