Quando il rapporto con il cibo diventa il linguaggio di una sofferenza
In breve
Bulimia
La bulimia nervosa è un disturbo dell’alimentazione caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori, come vomito autoindotto, digiuno, esercizio fisico eccessivo o uso improprio di lassativi.
Cos'è?
Che cos'è la Bulimia
La bulimia, dal greco “fame da bue”, è un disturbo caratterizzato da consumo rapido di enormi quantità di cibo e seguito da comportamenti compensatori estremi, quali il vomito, il digiuno o l’attività fisica. A differenza delle anoressiche-bulimiche, costoro riescono a mantenere un peso corporeo maggiore.
Come per i soggetti con anoressia nervosa, la propria autostima dipende fortemente dal mantenimento del peso corporeo normale; i soggetti hanno un’immagine distorta del proprio corpo che viene considerato “grasso” anche quando il peso è relativamente normale.
Le crisi bulimiche, le così dette “abbuffate” avvengono quasi sempre in solitudine, perché la persona prova vergogna per le proprie abitudini alimentari. Spesso sono dovute a stati d’umore depresso, condizioni di stress, fame dopo aver fatto una dieta drastica, sentimenti d’insoddisfazione e di vuoto.
Durante queste crisi il paziente ha la sensazione di perdere il controllo della quantità di cibo ingerita: il soggetto in un’abbuffata (periodo inferiore alle due ore) di norma ingerisce da 2000 a 4000 calorie, spesso di più di quanto un individuo normalmente assume in un’intera giornata.
Alla fine dell’abbuffata il soggetto prova disgusto e disagio, accompagnato dalla paura di incrementare il proprio peso. Tale per cui può subentrare la condotta di eliminazione: vomito autoindotto, uso di lassativi e diuretici, digiuno e eccessiva attività fisica.
Come si riconosce?
Sintomi della Bulimia
Principali disturbi diagnostici
Abbuffate ricorrenti
Episodi ricorrenti di “abbuffate” alimentari caratterizzati sia dal mangiare in un breve periodo di tempo (entro 2 ore) un quantitativo inusitato di cibo, sia da un sentimento di mancanza di controllo nel mangiare stesso.
Immagine di sé
Una valutazione di sé eccessivamente influenzata dalla forma e dal peso corporeo.
Condotte compensatorie
La persona regolarmente si produce il vomito od assume lassativi.
Frequenza e durata
Un minimo di 2 episodi di eccessi alimentari alla settimana da almeno 3 mesi.
Distinzione dall’anoressia
Le abbuffate e le condotte compensatorie non si manifestano esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa.
Aspetti clinici
Sottotipi e forme associate
Il DSM-IV distingue due sottotipi di bulimia, quello con condotte di eliminazione e senza condotte di eliminazione: in quest’ultimo caso i soggetti tendono ad avere un maggiore peso corporeo rispetto ai soggetti del primo tipo, e hanno crisi bulimiche meno frequenti e una psicopatologia di minore entità.
La bulimia è associata spesso ad altre diagnosi:
Depressione
Disturbi di personalità (borderline)
Disturbi d’ansia
Tale disturbo inizia tipicamente nella tarda adolescenza o nella prima età adulta e per circa il 90% dei casi riguarda i soggetti di sesso femminile.
Quadro complessivo
Un disturbo che tocca più livelli
Fisico
Sul piano fisico i sintomi e le conseguenze possono comprendere, alterazione o interruzione del ciclo mestruale (amenorrea), alterazioni dell’equilibrio elettrolitico, edemi, danni gastrici ed intestinali, disidratazione, infiammazione dell’apparato digerente, della gola e delle ghiandole salivari, distruzione dello smalto dei denti.
Emotivo
A livello emotivo si rileva una sempre maggiore difficoltà a comprendere e gestire le proprie emozioni; il provare un senso sempre crescente di estraneità, di disorientamento e di impotenza; la perdita di autostima e di fiducia in se stessi.
Cognitivo
I processi di pensiero e di ragionamento si caratterizzano per la presenza di distorsioni cognitive; convinzioni irrazionali (ad es., “se sono abbastanza magra sarò accettata”); schemi di pensiero disadattivi che ostacolano l’individuo nel processo di adattamento al suo ambiente.
Relazionale
Dal punto di vista relazionale mostrano gravi difficoltà nell’instaurare rapporti interpersonali assertivi ed equilibrati, spesso assumendo uno stile di relazione fortemente passivo.
Approfondimenti
I disturbi alimentari
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Condizioni di salute mentale caratterizzate da un rapporto problematico con il cibo, il peso e l’immagine corporea.
Disturbo dell’alimentazione caratterizzato da una restrizione persistente dell’assunzione di cibo, un’intensa paura di aumentare di peso e una percezione alterata del proprio corpo.
Come lavoriamo?
Percorso diagnostico e terapeutico
Il paziente con Disturbo Alimentare non è in grado di esprimere i propri vissuti se non per via corporea, è il corpo che parla.
La terapia ha lo scopo di ridar voce alle emozioni e sentimenti, consentire al paziente di riappropriarsene, perché sentite meno pericolose, e di poterle verbalizzarle attraverso un processo di elaborazione ed integrazione.
Il Centro dispone di Psicologi e Psicoterapeuti dell’Età Evolutiva qualificati ad offrire supporto professionale ai minori ed agli adulti con Disturbi della sfera Alimentare e alle loro famiglie.
1
Valutazione psicologica
La valutazione si articola in una serie di colloqui, con l’eventuale somministrazione di prove specifiche, al fine di poter avere un quadro più completo ed accurato della situazione.
2
Piano Terapeutico
L’intervento prevede la pianificazione di un Piano Terapeutico adeguato per la persona che comprenda il coinvolgimento attivo da parte dei genitori, in caso si tratti di un minore, attraverso colloqui volti al sostegno della genitorialità.
3
Psicoterapia
La Psicoterapia non è basata sul sintomo, ma è indirizzata a ottenere modificazioni strutturale delle dinamiche interne.
Cercare di convincere il paziente che non è grasso o che non soffre di una malattia organica è un lavoro inutile.
Questo percorso viene proposto soltanto se la valutazione psicologica ne evidenzia l’indicazione.
A chi puoi rivolgerti?
Gli specialisti dei Disturbi Alimentari
FAQ
Risposte rapide alle domande più comuni.
Che cos'è la bulimia nervosa?
La bulimia nervosa è un disturbo dell’alimentazione caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori, come vomito autoindotto, digiuno, esercizio fisico eccessivo o uso improprio di lassativi.
Quali sono i sintomi più comuni?
I sintomi possono includere:
- Abbuffate con sensazione di perdita di controllo.
- Comportamenti compensatori dopo aver mangiato.
- Forte preoccupazione per peso e forma del corpo.
- Senso di colpa o vergogna dopo le abbuffate.
- Pensieri frequenti legati al cibo e al peso.
Come si riconosce un'abbuffata?
Un episodio di abbuffata è caratterizzato dal consumo di una quantità di cibo molto maggiore rispetto a quella che la maggior parte delle persone mangerebbe in circostanze simili, accompagnato dalla sensazione di non riuscire a fermarsi o a controllare quanto si mangia.
Una persona con bulimia è sempre sottopeso?
No. Molte persone con bulimia hanno un peso nella norma, mentre altre possono essere sottopeso o avere un peso superiore alla media. Il peso, da solo, non permette di identificare il disturbo.
Quali sono le possibili complicanze?
Se non trattata, la bulimia può causare problemi come disidratazione, squilibri degli elettroliti, danni ai denti, infiammazione dell’esofago e, nei casi più gravi, alterazioni del ritmo cardiaco.
Quali sono le cause della bulimia?
Non esiste un’unica causa. Lo sviluppo della bulimia è generalmente legato all’interazione di fattori genetici, biologici, psicologici, familiari e sociali.
Come viene diagnosticata?
La diagnosi viene effettuata da un medico o da uno specialista della salute mentale attraverso un colloquio clinico e, se necessario, una valutazione medica per escludere o identificare eventuali complicanze.
La bulimia si può curare?
Sì. Con un trattamento adeguato, che può includere psicoterapia, supporto nutrizionale, monitoraggio medico e, in alcuni casi, farmaci, molte persone ottengono un miglioramento significativo o il recupero.
Quando è importante chiedere aiuto?
È consigliabile rivolgersi a un professionista se le abbuffate o i comportamenti compensatori si ripetono, causano sofferenza o interferiscono con la vita quotidiana.
Come faccio a sapere se ho davvero la bulimia?
Solo un medico o uno specialista della salute mentale può fare una diagnosi. Se ti riconosci in diversi dei segnali sopra e questi comportamenti si ripetono, è consigliabile richiedere una valutazione.
Quando chiedere aiuto subito?
Rivolgiti tempestivamente a un medico o al pronto soccorso se hai:
- svenimenti o perdita di coscienza;
- dolore al petto o palpitazioni importanti;
- sangue nel vomito;
- forte debolezza, disidratazione o difficoltà respiratorie.
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