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Valutazione NPI

In breve

Visita Neuropsichiatrica

La visita neuropsichiatrica è una valutazione specialistica effettuata dal neuropsichiatra infantile (per bambini e adolescenti), finalizzata a comprendere il funzionamento emotivo, comportamentale, cognitivo e, quando necessario, neurologico della persona.

Come funziona?

La visita Neuropsichiatrica

Il Neuropsichiatria Infantile è un medico con una specializzazione nei Disturbi Neurologici e Psichiatrici di bambini e adolescenti.

Il Neuropsichiatra Infantile effettua un colloquio con i genitori, anche in presenza del figlio, per raccogliere l’anamnesi e strutturare la storia di sviluppo e le eventuali patologie presentate prima o dopo il parto.

Il Neuropsichiatra Infantile nel corso del colloquio indaga con i genitori le varie tappe dello sviluppo di loro figlio: 

Allattamento

Svezzamento

Controllo sfinterico

Tappe sviluppo psico-motorio

Tappe sviluppo linguaggio

Indaga inoltre gli aspetti relazionali ed emozionali del minore sia con i familiari che con gli adulti e i coetanei nel contesto extra-familiare.

Durante la visita solitamente il Neuropsichiatra Infantile effettua l’esame neurologico per una prima valutazione della funzionalità del Sistema Nervoso.
ll neuropsichiatra è una delle figure necessarie per poter rilasciare la Certificazione relativa alla diagnosi di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

E dopo?

Dopo la valutazione

Al termine del percorso di accertamento il Neuropsichiatra Infantile può formulare una diagnosi e dare indicazioni per iniziare una terapia, logopedica, psicomotoria o psicologica, oppure un percorso di monitoraggio con visite periodiche di controllo nel caso sia necessario applicare una terapia farmacologica.

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FAQ

Risposte rapide alle domande più comuni.

La visita neuropsichiatrica è una valutazione specialistica effettuata dal neuropsichiatra infantile (per bambini e adolescenti), finalizzata a comprendere il funzionamento emotivo, comportamentale, cognitivo e, quando necessario, neurologico della persona.

Attraverso il colloquio clinico e la raccolta della storia personale, familiare e scolastica/lavorativa, il professionista valuta eventuali difficoltà e individua il percorso di supporto più adeguato.

La visita neuropsichiatrica può essere utile per approfondire:

  • difficoltà attentive e di concentrazione;
  • iperattività e impulsività;
  • difficoltà emotive o comportamentali;
  • ansia, umore depresso o cambiamenti significativi nel comportamento;
  • difficoltà dello sviluppo, dell’apprendimento o delle relazioni sociali;
  • problematiche legate alla regolazione delle emozioni;
  • eventuali aspetti neurologici o cognitivi.

Durante la visita il professionista:

  • raccoglie informazioni sulla storia della persona e sul motivo della richiesta;
  • approfondisce lo sviluppo, le esperienze personali, familiari e scolastiche;
  • osserva il comportamento e il funzionamento generale;
  • può richiedere eventuali approfondimenti, come valutazioni psicologiche, neuropsicologiche o esami specifici, se necessari.

 

Al termine viene fornita una restituzione con le osservazioni emerse e, quando opportuno, vengono indicate eventuali strategie di intervento o ulteriori valutazioni. Se necessario, può proporre ulteriori approfondimenti diagnostici o il coinvolgimento di altri professionisti, come psicologi, logopedisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE) o altri specialisti.

Può essere utile richiedere una visita neuropsichiatrica quando alcune difficoltà emotive, comportamentali, cognitive o dello sviluppo sono persistenti nel tempo e interferiscono con la vita quotidiana, scolastica, lavorativa o relazionale.

Una valutazione neuropsichiatrica può essere indicata quando si osservano:

  • difficoltà importanti di attenzione, concentrazione o organizzazione;
  • eccessiva impulsività, irrequietezza o difficoltà nel controllo del comportamento;
  • cambiamenti improvvisi o significativi nel comportamento, nell’umore o nelle abitudini;
  • difficoltà nella gestione delle emozioni, con frequenti crisi di rabbia o forte disregolazione emotiva;
  • difficoltà scolastiche o di apprendimento;
  • difficoltà nelle relazioni con gli altri o nella comunicazione sociale;
  • sospetti relativi a disturbi del neurosviluppo o difficoltà cognitive;
  • sintomi emotivi (come ansia intensa o umore depresso) che compromettono il funzionamento quotidiano;
  • situazioni in cui genitori, insegnanti o altri professionisti rilevano difficoltà persistenti.

 

Il primo passo può essere un colloquio con il proprio medico, con uno psicologo o direttamente con il neuropsichiatra, per valutare se questo tipo di approfondimento sia appropriato.

La visita neuropsichiatrica può essere indicata per valutare e approfondire diverse condizioni che riguardano lo sviluppo, il funzionamento emotivo, comportamentale, cognitivo e neurologico della persona.

Può essere richiesta, ad esempio, in presenza di:

  • Disturbi dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD): difficoltà nel mantenere l’attenzione, impulsività, irrequietezza e difficoltà nell’autoregolazione.
  • Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): difficoltà nella lettura, scrittura o calcolo, quando è necessario un inquadramento clinico.
  • Disturbi del neurosviluppo: condizioni che riguardano lo sviluppo delle abilità cognitive, comunicative, sociali o comportamentali.
  • Disturbi dello spettro autistico: difficoltà nella comunicazione sociale, nelle relazioni e presenza di comportamenti o interessi particolari.
  • Disturbi del comportamento: difficoltà significative nella gestione delle regole, dell’impulsività, dell’aggressività o dell’oppositività.
  • Disturbi d’ansia e dell’umore: ansia intensa, tristezza persistente, cambiamenti importanti dell’umore o del comportamento.
  • Difficoltà cognitive o di funzionamento intellettivo: necessità di approfondire il profilo cognitivo e adattivo della persona.
  • Disturbi neurologici associati a difficoltà emotive o comportamentali: quando è necessario integrare aspetti neurologici e psicologici.
  • Difficoltà nella regolazione emotiva: reazioni emotive intense, frequenti crisi o difficoltà nel controllo degli impulsi.

 

La visita neuropsichiatrica non serve solo a formulare una diagnosi, ma soprattutto a comprendere il funzionamento della persona, individuare i bisogni specifici e orientare verso gli interventi più adeguati (ad esempio supporto psicologico, psicoterapia, interventi educativi, riabilitativi o farmacologici quando indicati).

Una visita neuropsichiatrica infantile è indicata quando un bambino o un adolescente presenta difficoltà che riguardano lo sviluppo, il comportamento, le emozioni o l’apprendimento e che interferiscono con la vita quotidiana, la scuola o le relazioni.

La visita può essere richiesta dai genitori, su consiglio del pediatra, del medico di medicina generale, degli insegnanti o di altri professionisti che seguono il bambino. Anche i genitori possono decidere di richiederla quando notano difficoltà persistenti o hanno dubbi sullo sviluppo del proprio figlio.

No. Intervenire precocemente permette di comprendere meglio la natura delle difficoltà e, quando necessario, avviare un percorso di valutazione o trattamento tempestivo. Una diagnosi e un intervento precoci possono favorire lo sviluppo del bambino e migliorare il suo benessere, quello della famiglia e il funzionamento nei diversi contesti di vita.