Ritrovare la serenità attraverso il gioco
In breve
Psicoterapia dell'Età Evolutiva
La psicoterapia del bambino aiuta a sostenere il suo sviluppo emotivo, relazionale e comportamentale, offrendo uno spazio sicuro in cui può esprimere ciò che prova e trovare modalità più efficaci per affrontare le difficoltà.
Cos'è?
Che cos'è la Psicoterapia dell'Età Evolutiva
La Psicoterapia dell’Età Evolutiva è un percorso rivolto ai bambini ed adolescenti successivo alla Valutazione Psicologica. La presa in carico psicoterapeutica ha come scopo il potenziamento delle risorse individuali e la cura di disagi in un periodo delicato di crescita.
La Psicoterapia con il Bambino si avvale di una varietà di tecniche e metodi che possono essere utilizzati per aiutare i più piccoli che esprimono sintomi di malessere, sia a livello comportamentale che emotivo. Tutti i diversi approcci hanno come denominatore comune la centralità della comunicazione e della relazione ed utilizzano il gioco come principale strumento terapeutico.
Tramite la psicoterapia il bambino e la sua famiglia ricevono un supporto emotivo, imparano a riconoscere le proprie emozioni e hanno la possibilità di trovare nuovi modi di comunicare individuando nuove soluzioni ai vecchi problemi.
In stanza con il Bambino
Il Gioco come Terapia
Il lavoro in psicoterapia con i bambini, proprio per la particolare età dei pazienti, utilizza principalmente strumenti che permettono l’emergere di contenuti verbali e non verbali utili al professionista per la comprensione del funzionamento psichico del bambino.
Giocando con i bambini parliamo il loro linguaggio e, attraverso l’uso del loro linguaggio li aiutiamo a risolvere i loro conflitti e a ritrovare la loro serenità. Le emozioni e i pensieri del bambino vengono “giocati” all’interno della stanza di terapia.
Winnicot, 1971
Attraverso il gioco e il disegno è possibile per il bambino esprimere aspetti di sé stesso, le proprie risorse e difficoltà nelle relazioni che lo coinvolgono. Con il supporto dello psicoterapeuta che interviene nel gioco e attraverso il gioco, è possibile costruire un processo terapeutico trasformativo.
La psicoterapia con il bambino è affiancata e supportata anche dal coinvolgimento attivo dei genitori, attraverso Colloqui Genitoriali, dove, guidati dallo psicoterapeuta, imparano nuovi modi, di comprendere, comunicare e rispondere ai propri figli.
Come diceva Winnicott “non esiste un bambino senza una madre”; non esiste un percorso di psicoterapia senza il coinvolgimento di mamma e papà.
Come Lavoriamo?
Percorso diagnostico e terapeutico
Ogni bambino che incontriamo ha la sua storia e il suo mondo da raccontare.
Per noi è sempre un privilegio e un arricchimento continuo poter lavorare con i nostri pazienti e con i loro genitori.
Lo Psicoterapeuta dell’Età Evolutiva rappresenta una possibilità concreta ed efficace di aiuto per il minore e la sua famiglia.
Presso il Centro operano professionisti qualificati, esperti in Psicoterapia dell’Età Evolutiva, in grado attraverso una serie di incontri di valutazione di avere un quadro chiaro e preciso sullo stato dello sviluppo psico-emotivo del bambino, in modo da poter pianificare un percorso psicoterapeutico adeguato.
Approfondimenti
Chi va dallo Psicoterapeuta dell’Età Evolutiva?
La Psicoterapia dell’Età Evolutiva prende in carico situazioni di sofferenza e di disagio di vario tipo:
A chi puoi rivolgerti?
I nostri Psicologi dell'età Evolutiva
FAQ
Risposte rapide alle domande più comuni.
A cosa serve la psicoterapia del bambino?
La psicoterapia del bambino aiuta a sostenere il suo sviluppo emotivo, relazionale e comportamentale, offrendo uno spazio sicuro in cui può esprimere ciò che prova e trovare modalità più efficaci per affrontare le difficoltà.
In particolare, può aiutare il bambino a:
- Riconoscere e comprendere le proprie emozioni, imparando a dare un nome a ciò che sente.
- Regolare emozioni e comportamenti, gestendo meglio rabbia, ansia, paura, frustrazione e impulsività.
- Sviluppare strategie di adattamento, affrontando con maggiore sicurezza i cambiamenti e le situazioni stressanti.
- Migliorare l’autostima e la fiducia in Sé, valorizzando le proprie risorse e competenze.
- Favorire lo sviluppo di relazioni positive con genitori, fratelli, insegnanti e coetanei.
- Elaborare esperienze difficili, come un lutto, una separazione, il bullismo, un trauma o altri eventi che possono aver inciso sul suo benessere.
- Favorire il benessere nei diversi contesti tipo a scuola e nella vita quotidiana, riducendo l’impatto delle difficoltà emotive sul funzionamento generale.
Come si svolge la psicoterapia con un bambino?
Gli incontri si svolgono in un ambiente accogliente e utilizzano strumenti adatti all’età del bambino, come il gioco, il disegno, la narrazione e altre attività espressive. Attraverso queste modalità il bambino può comunicare emozioni, pensieri e vissuti in modo naturale.
Come fa lo psicologo a lavorare con i bambini piccoli?
- Uso del gioco: Il gioco rappresenta lo strumento elettivo per comunicare, poiché permette al bambino di esprimere emozioni e conflitti interni senza sforzo.
- Disegno e narrazione: Attraverso la produzione grafica e le storie, lo specialista decodifica il vissuto emotivo in modo non invasivo.
- Approccio flessibile: Ogni tecnica viene strettamente calibrata in base all’età cronologica e al livello di sviluppo del piccolo paziente.
Quanto dura una psicoterapia infantile?
La durata varia in base alle difficoltà presentate, agli obiettivi concordati e ai bisogni del bambino. Alcuni percorsi sono brevi e focalizzati su una specifica difficoltà, mentre altri richiedono tempi più lunghi.
Come faccio a capire se mio figlio ha bisogno della psicoterapia?
La decisione viene presa dopo una consultazione psicologica. Attraverso alcuni incontri di valutazione è possibile comprendere la natura delle difficoltà e stabilire se sia indicata una psicoterapia, un supporto ai genitori oppure un altro tipo di intervento.
La terapia consiste solo nel giocare?
No. Il gioco è uno strumento terapeutico, non un semplice passatempo. Attraverso il gioco il bambino esprime emozioni, sperimenta nuove modalità di relazione e permette, con l’aiuto del terapeuta, ad alcune parti immature di crescere.
Il bambino deve sapere perché viene dallo psicologo?
Sì. È importante spiegargli con parole semplici e adatte alla sua età che incontrerà una persona che lo aiuterà a comprendere meglio ciò che sta vivendo e a stare meglio, evitando di presentare la terapia come una punizione.
Tutto quello che il bambino dice rimane segreto?
Il terapeuta tutela la riservatezza del bambino. Con i genitori vengono condivise le informazioni utili al percorso, senza riportare nel dettaglio ciò che emerge durante gli incontri, salvo situazioni in cui sia necessario tutelare la sicurezza del bambino.
Quali benefici può portare la psicoterapia?
La psicoterapia può aiutare il bambino a comprendere e regolare le proprie emozioni, ridurre ansia e comportamenti problematici, rafforzare l’autostima, migliorare le relazioni con gli altri e sviluppare risorse utili per affrontare le difficoltà presenti e future.
L’obiettivo della psicoterapia non è cambiare la personalità del bambino, ma aiutarlo a sviluppare le risorse necessarie per affrontare le difficoltà e proseguire il proprio percorso di crescita in modo più sereno ed equilibrato.
Qual’è la frequenza delle sedute?
- Fase iniziale: di norma gli incontri hanno una frequenza di una volta alla settimana.
- Mantenimento: quando si verificano dei miglioramenti e tendono ad essere prolungati nel tempo, in seguito le sedute possono essere distanziate a una volta ogni due settimane.
- Incontri con i genitori: i colloqui di monitoraggio con la coppia genitoriale avvengono solitamente una volta al mese.
- Durata del singolo incontro: ciascuna seduta con il minore dura in media 45 minuti.
Come si vede se la psicoterapia funziona?
1 indicatori nel comportamento del bambino
- Riduzione dei sintomi: i comportamenti problematici, come i comportamenti disfunzionali, l’aggressività, l’ansia o le paure, diminuiscono per frequenza e intensità.
- Maggiore autoregolazione: il bambino riesce a nominare le proprie emozioni (es. “sono arrabbiato”) anziché esprimerle solo attraverso canali fisici o somatici.
- Ripresa dello sviluppo: si sbloccano quelle aree che prima apparivano ferme, come il rendimento scolastico, l’autonomia personale o l’interazione con i coetanei.
- Frequenza volentieri: il minore si reca alle sedute senza opporre resistenza e mostra un rapporto di fiducia e serenità con il terapeuta.
2 Indicatori nel contesto familiare e sociale
- Clima domestico sereno: diminuiscono i livelli di stress e i conflitti tra genitori e figli durante le routine quotidiane.
- Feedback positivi esterni: gli insegnanti, gli educatori o gli allenatori sportivi segnalano spontaneamente un miglioramento nell’atteggiamento o nell’attenzione del minore.
- Strategie genitoriali: i genitori si sentono più competenti e sicuri nell’applicare i suggerimenti concordati con lo specialista per gestire i momenti critici.
I genitori partecipano alla terapia?
Sì. I genitori sono parte integrante del percorso, attraverso il Supporto alla genitorialità che consiste in colloqui che avvengono di norma ogni mese per fare il punto sui cambiamenti osservati a casa e a scuola e fornire loro un significato e nuove chiavi di lettura. Non sempre gli incontri avvengono con il professionista che ha in carico il minore, ma con un collega con cui si collabora e ci si confronta.
Centro di terapia dell'Età Evolutiva e dell'Adulto
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