Crescere significa cambiare
In breve
Consulenza Psicologica in Adolescenza
L’adolescenza è una fase di profondi cambiamenti fisici, psicologici, emotivi e sociali, che accompagna il passaggio dall’infanzia all’età adulta. In questo periodo possono emergere momenti di crisi, confusione e difficoltà nell’esprimere ciò che si prova. Spesso il disagio viene comunicato attraverso comportamenti e atteggiamenti che possono rappresentare una richiesta di aiuto.
Quando è utile?
Quando è utile una consulenza Psicologica in Adolescenza
L’adolescenza è un periodo dello sviluppo segnato da profondi cambiamenti che riguardano la sfera psicologica, fisica, emotiva e sociale. E’ un processo evolutivo complicato che segna il passaggio dallo status sociale di bambino a quello del giovane adulto in cui l’immagine di Sé viene messa in discussione. Questi cambiamenti spesso provocano stati di crisi e confusione nell’ adolescente.
L’ adolescenza riguarda una fascia di età ampia, che va dagli 12 ai 20 anni circa.
L’adolescente solitamente tende ad agire piuttosto che a esprimere con le parole lo stato di disagio e quello che prova. Gli agiti tendono ad avere una valenza comunicativa e rappresentare il modo in cui l’adolescente parla agli adulti, e sono in realtà una richiesta di aiuto.
Genitori e adolescenti
Chi si rivolge allo psicologo
In alcuni casi sono i genitori a chiedere una valutazione psicologica perché non riescono a capire come mai il loro figlio, che apparentemente “ha tutto”, si comporti in “quel modo” o stia così male. Il genitore spesso si colpevolizza cercando di capire dove ha sbagliato sentendosi, erroneamente, la causa del problema.
Nel caso in cui l’adolescente non voglia andare dallo psicologo, possono essere i genitori a effettuare alcuni colloqui con il terapeuta, in cui possano sentirsi compresi e alleggeriti da preoccupazioni, ansie e sensi di colpa.
A volte è il ragazzo stesso a chiedere di volere andare dallo psicologo. Le manifestazioni di un disagio possono essere varie, così come le motivazioni che portano l’adolescente a chiedere aiuto: a volte si tratta di difficoltà nelle vicende amorose, altre volte un ragazzo può attraversare uno stato di confusione ed incertezza rispetto all’immagine di sé, altre ancora può avere difficoltà relazionali.
Come lavoriamo?
Percorso diagnostico e terapeutico
Il Centro dispone di Psicologi e Psicoterapeuti dell’Età Evolutiva qualificati a fornire, dopo una serie di incontri di valutazione, un quadro globale dello stato di salute psico – emotiva del ragazzo in difficoltà e a fornire poi, se indicato, un supporto attraverso uno spazio di Psicoterapia che favorisca i processi di crescita.
A chi puoi rivolgerti?
I nostri Psicologi
FAQ
Risposte rapide alle domande più comuni.
Cosa fa l'adolescente con lo psicologo?
1.Parla di ciò che non può dire altrove
- Sfoga i pensieri segreti: esprime dubbi, paure, rabbia verso i genitori o i professori e insicurezze che teme di confessare ad amici o familiari per paura di essere giudicato, deludere o subire punizioni.
- Esplora la propria identità: riflette su chi vuole diventare, sulle proprie passioni, sull’orientamento affettivo e sessuale e sui propri valori, separandoli dalle aspettative degli adulti.
2. Impara a decodificare le emozioni e il corpo
- Dà un nome agli stati d’animo: lavora per capire da dove nascono l’ansia, il senso di vuoto, la tristezza o la rabbia esplosiva, imparando a bloccarle prima che si trasformino in azioni dannose (come l’autolesionismo o l’abuso di sostanze).
- Accetta i cambiamenti fisici: parla del rapporto con il proprio corpo che cambia, affrontando insicurezze estetiche, disagi legati all’immagine corporea o il rapporto con il cibo.
3. Analizza e risolve le sue relazioni
- Dà un significato al mondo dei pari: esamina le dinamiche con gli amici, i primi innamoramenti, le delusioni sentimentali, i conflitti o gli episodi di esclusione sociale e bullismo.
- Elabora i conflitti familiari: trova strategie per comunicare meglio con i genitori, affrontando il delicato bisogno di autonomia e indipendenza senza necessariamente rompere il legame affettivo.
4. Sperimenta una relazione di fiducia unica
- Mette alla prova l’adulto: l’adolescente sperimenta per la prima volta un rapporto con un adulto che non dà voti, non mette castighi, non dà consigli non richiesti, ma lo ascolta e rispetta rigorosamente i suoi segreti.
Quali sono i segnali di allarme specifici in adolescenza?
- Ritiro sociale completo: chiusura prolungata nella propria stanza e rifiuto totale del contatto con i coetanei o con il mondo esterno.
- Fobia scolare: ansia paralizzante legata alla frequenza scolastica, che si traduce in assenze ripetute o abbandono degli studi.
- Condotte a rischio: abuso di sostanze, autolesionismo (es. tagli), o sfide pericolose dettate da una forte impulsività, agiti in escalation.
- Alterazioni dell’immagine corporea: cambiamenti drastici e repentini nel rapporto con il cibo o ossessione per il proprio aspetto fisico.
Come funziona il consenso informato per un minorenne?
- Regola legale: fino al compimento dei 18 anni, il consenso firmato di entrambi i genitori resta obbligatorio per legge.
- Coinvolgimento del ragazzo: anche se decidono i genitori, l’adolescente deve essere d’accordo e partecipe nella scelta di iniziare il percorso.
- Eccezioni legali: in rari casi di grave rifiuto dei genitori a fronte di un pericolo per il minore, il terapeuta può ricorrere al Giudice Tutelare.
Come viene gestito il segreto professionale con i genitori?
- Spazio privato protetto: i contenuti dei colloqui restano strettamente riservati tra lo psicologo e l’adolescente per garantirgli massima fiducia.
- Colloqui con i genitori: ai genitori vengono comunicati l’andamento generale del percorso e le macro-aree di sofferenza, senza svelare i segreti confidati. Di solito è un’altra figura che si occupa del sostegno alla genitorialità che lavora in sinergia con lo psicoterapeuta del figlio in modo da evitare aree di intrusività, ma permettendo una facile comunicazione ed interconnessione.
- Rottura del segreto: lo psicologo rompe il segreto professionale e avvisa immediatamente la famiglia solo in caso di grave e imminente pericolo per la vita o l’incolumità del ragazzo. Qual è il ruolo dei genitori in questa fase?
- Presenza marginale ma solida: i colloqui con i genitori sono meno frequenti rispetto alla terapia con i bambini, a seconda della gravità del caso.
- Sostegno alla Genitorialità: Lo spazio genitoriale serve ad aiutare mamma e papà a decodificare i comportamenti del figlio e a fornire loro delle chiavi di lettura, sentendosi guidati e parte importante del processo terapeutico.
Centro di terapia dell'Età Evolutiva e dell'Adulto
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