Muoversi, esplorare, imparare: quando lo sviluppo ha bisogno di sostegno
In breve
Disturbi Neuro e Psicomotori
I Disturbi neuropsicomotori sono difficoltà che riguardano lo sviluppo e l’integrazione delle funzioni motorie, cognitive, percettive, emotive e relazionali.
Cosa sono?
Che cosa sono i Disturbi Neuro e Psicomotori
Per Disturbi Neuro e Psicomotori si intendono una serie di condizioni con esordio nel corso dell’infanzia che consistono in un’alterazione del funzionamento cognitivo, motorio, sociale, comunicativo o scolastico.
Possono influenzare il modo in cui il bambino si muove, apprende, comunica, gioca e interagisce con l’ambiente.
Approfondimenti
I principali Disturbi Neuro e Psicomotori
Come lavoriamo?
Percorso diagnostico e terapeutico
Solitamente i genitori, gli insegnanti o il pediatra rilevano delle anomalie nello sviluppo che richiedono la necessità di un approfondimento diagnostico.
Le figure professionali che si occupano della valutazione di questi disturbi sono: il TNPEE (terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva) e il Neuropsichiatra Infantile.
La Valutazione del bambino si articola in:
1
Primo Colloquio
2
3 Incontri
3 incontri di valutazione con il TNPEE
3
Neuropsichiatra
4
Colloquio finale
Al termine della valutazione, se necessario, si attiva un Percorso di Terapia, centrato sui bisogni del bambino, volto al raggiungimento del suo massimo potenziale di miglioramento, in collaborazione con la famiglia, la scuola e le altre figure professionali eventualmente coinvolte.
A chi puoi rivolgerti?
Gli specialisti dei Disturbi neuro e Psicomotori
FAQ
Risposte rapide alle domande più comuni.
Che cosa sono i disturbi neuropsicomotori?
I Disturbi neuropsicomotori sono difficoltà che riguardano lo sviluppo e l’integrazione delle funzioni motorie, cognitive, percettive, emotive e relazionali. Possono influenzare il modo in cui il bambino si muove, apprende, comunica, gioca e interagisce con l’ambiente.
Quali aree possono essere coinvolte?
Le difficoltà possono riguardare:
- motricità globale: equilibrio, postura, coordinazione, cammino, corsa;
- motricità fine: uso delle mani, manipolazione, grafomotricità;
- coordinazione motoria: pianificazione ed esecuzione dei movimenti;
- schema corporeo: consapevolezza del proprio corpo;
- abilità visuo-spaziali: orientamento e organizzazione dello spazio;
- attenzione e regolazione del comportamento;
- comunicazione e relazione.
Quali sono i campanelli d’allarme?
Alcuni segnali che possono indicare la necessità di un approfondimento sono:
- ritardo nel raggiungimento delle tappe motorie;
- difficoltà a stare seduto, camminare o coordinare i movimenti;
- goffaggine marcata o frequenti cadute;
- difficoltà nei giochi di movimento;
- difficoltà nell’uso delle mani e nella manipolazione;
- scarso interesse per l’esplorazione e il gioco;
- difficoltà nell’imitazione;
- problemi nell’organizzazione delle azioni quotidiane;
- difficoltà nella regolazione emotiva o attentiva.
Un ritardo motorio significa necessariamente un disturbo neuropsicomotorio?
No. Alcuni bambini acquisiscono determinate abilità con tempi diversi. È importante valutare l’insieme dello sviluppo, la qualità dei movimenti e l’impatto delle difficoltà nella vita quotidiana.
Quali disturbi possono rientrare nell’ambito neuropsicomotorio?
Possono essere presenti, tra gli altri:
- disturbo dello sviluppo della coordinazione motoria;
- disprassia;
- difficoltà visuo-spaziali;
- ritardi dello sviluppo psicomotorio;
- difficoltà di regolazione e attenzione;
- disturbi del neurosviluppo con coinvolgimento motorio e relazionale.
Come vengono valutati?
La valutazione comprende:
- osservazione del comportamento e del gioco;
- analisi delle abilità motorie e cognitive;
valutazione delle autonomie; - prove standardizzate quando appropriate;
- colloquio con i genitori e raccolta della storia dello sviluppo.
Possono essere coinvolti neuropsichiatra infantile, terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva, psicologo/neuropsicologo, fisioterapista, logopedista e altri specialisti secondo le necessità.
I disturbi neuropsicomotori possono migliorare?
Sì. Lo sviluppo infantile è dinamico e può modificarsi nel tempo. Interventi precoci e personalizzati possono aiutare il bambino a sviluppare competenze, strategie e maggiore autonomia.
I disturbi neuropsicomotori sono collegati all’intelligenza?
Non necessariamente. Le difficoltà motorie o di coordinazione non indicano automaticamente una difficoltà cognitiva. Ogni bambino presenta un profilo individuale di punti di forza e aree di bisogno.
Possono influenzare gli apprendimenti scolastici?
Sì, alcune difficoltà neuropsicomotorie possono incidere su:
- scrittura e grafomotricità;
organizzazione sul foglio; - uso degli strumenti scolastici;
- attenzione durante le attività;
- orientamento nello spazio e gestione dei materiali.
Come possono aiutare i genitori?
È utile:
- proporre giochi adeguati all’età e alle capacità del bambino;
- favorire movimento ed esplorazione;
- incoraggiare l’autonomia senza sostituirsi sempre al bambino;
- rispettare i suoi tempi;
- collaborare con gli specialisti e condividere osservazioni.
Quando è importante chiedere un parere specialistico?
È consigliabile parlarne con il pediatra o con i servizi specialistici se:
- il bambino perde abilità già acquisite;
- le difficoltà persistono o aumentano nel tempo;
- il movimento, il gioco o l’autonomia risultano molto compromessi;
- le difficoltà interferiscono con la partecipazione alla vita familiare, scolastica o sociale.
Centro di terapia dell'Età Evolutiva e dell'Adulto
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