Capire lo sviluppo del bambino, con l'aiuto del TNPEE

In breve

La Valutazione Neuro e Psicomotoria

La Valutazione Neuro e Psicomotoria del bambino si effettua su richiesta dei genitori, sulla base di fragilità rilevate dai genitori stessi, dal Neuropsichiatra Infantile, dal pediatra o dalla scuola.

Quando richiedere una valutazione?

Quando richiedere una Valutazione Neuro e Psicomotoria

Lo sviluppo di ogni bambino è variabile, sia rispetto ai coetanei (ogni bambino ha i suoi tempi), che nelle sue tappe evolutive (un bambino che inizia presto a camminare, potrebbe non iniziare contemporaneamente a parlare, e viceversa). Nel caso in cui si dovessero avere dei dubbi rispetto al raggiungimento di alcune competenze o al corretto sviluppo delle stesse, il TNPEE è la figura professionale alla quale rivolgersi per un approfondimento.

La Valutazione Neuro e Psicomotoria del bambino si effettua su richiesta dei genitori, sulla base di fragilità rilevate dai genitori stessi, dal Neuropsichiatra Infantile, dal pediatra o dalla scuola.

La valutazione neuro e psicomotoria ha lo scopo di definire se sia necessario un trattamento specifico e gli eventuali obiettivi dell’intervento.

Come funziona?

Come viene eseguita la Valutazione

Il Centro dispone di un’équipe multidisciplinare composta da professionisti esperti nell’ Età Evolutiva, in grado, attraverso un percorso di Valutazione, di avere un quadro chiaro e preciso sullo stato dello sviluppo del bambino ed evidenziare la presenza di un eventuale Disturbo Neuro e Psicomotorio.

La valutazione viene fatta attraverso un percorso Diagnostico, che prevede la somministrazione di una batteria di test cognitivi e di apprendimento.

I Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) raggruppano un insieme di difficoltà che i bambini o i ragazzi possono sperimentare nel percorso di apprendimento: formalmente queste situazioni si inquadrano come difficoltà all’interno di un preciso campo di abilità esecutive, come ad esempio la lettura (dislessia), la scrittura (disgrafia e disortografia) e il calcolo (discalculia).

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Colloquio con i Genitori

Un primo Colloquio con i Genitori, effettuato dal TNPEE (Terapista della neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva), per la raccolta anamnestica in modo da avere una visione globale, completa ed accurata della storia pregressa e della situazione attuale.

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Osservazione

La Valutazione Neuro e Psicomotoria consiste nell’osservazione del comportamento spontaneo del bambino in un contesto di gioco e nell’eventuale somministrazione di test specifici, per inquadrare il livello di sviluppo della motricità, del gioco, delle autonomie, del comportamento e della comunicazione. La valutazione si svolge in 3 incontri individuali con il bambino.

Se il bambino è piccolo e/o manifesta una fatica nella separazione dal genitore, la valutazione può essere effettuata in presenza del genitore stesso.

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Colloquio di Restituzione

Un Colloquio di Restituzione per condividere assieme ai genitori un quadro completo ed accurato della situazione, in cui verrà rilasciata una relazione scritta delle osservazioni effettuate ed indicato un eventuale percorso Terapeutico.

Come lavoriamo?

Percorso diagnostico e terapeutico

Nel caso in cui dalla valutazione emerga un Disturbo Neuro e Psicomotorio, si concorderà con i genitori un percorso Riabilitativo.

A chi puoi rivolgerti?

I nostri TNPEE

FAQ

Risposte rapide alle domande più comuni.

È consigliata quando si osservano difficoltà nello sviluppo motorio, nella coordinazione, nel gioco, nell’attenzione, nella regolazione emotiva, nelle autonomie o nelle relazioni, oppure quando il pediatra, la scuola o altri specialisti suggeriscono un approfondimento.

La valutazione può essere svolta fin dai primi mesi di vita e durante tutta l’età evolutiva, adattando strumenti e modalità all’età e alle caratteristiche del bambino.

La valutazione comprende uno o più incontri durante i quali il TNPEE osserva il bambino attraverso il gioco, attività strutturate e prove specifiche. Quando necessario, raccoglie anche informazioni dai genitori e dalla documentazione clinica disponibile. La valutazione considera sia gli aspetti quantitativi sia quelli qualitativi del comportamento e delle competenze del bambino.

Generalmente sono necessari da 2 a 4 incontri, ma il numero può variare in base all’età del bambino, alla complessità della situazione e agli obiettivi della valutazione.

Sì. Il colloquio con i genitori è una parte fondamentale del percorso, perché permette di conoscere la storia dello sviluppo del bambino, le sue abitudini e le difficoltà osservate nella vita quotidiana.

No. È importante che arrivi sereno e riposato. La valutazione si svolge in un contesto accogliente, utilizzando attività e giochi adatti alla sua età.

A seconda delle necessità, possono essere osservati:

  • sviluppo motorio globale e fine;
  • coordinazione ed equilibrio;
  • pianificazione motoria;
  • gioco e competenze simboliche;
    attenzione e
  • autoregolazione;
  • autonomie;
  • competenze relazionali e comunicative;
    elaborazione sensoriale.

Ogni bambino ha i propri tempi di sviluppo, ma alcuni segnali possono suggerire l’opportunità di un approfondimento con un TNPEE. Riconoscerli precocemente permette di comprendere meglio i bisogni del bambino e, se necessario, intervenire tempestivamente.

Tra i principali campanelli d’allarme ci sono:

  • ritardo nel raggiungimento delle tappe motorie (controllo del capo, stare seduto, gattonare, camminare);
  • goffaggine, frequenti cadute o difficoltà di equilibrio e coordinazione;
  • difficoltà nei movimenti fini, come impugnare una matita, usare le forbici, infilare perline o manipolare piccoli oggetti;
  • difficoltà nelle autonomie quotidiane, come vestirsi, mangiare con le posate, lavarsi o allacciarsi le scarpe;
  • scarso interesse per il gioco o difficoltà a utilizzare i giochi in modo adeguato all’età;
  • difficoltà di attenzione, organizzazione o pianificazione delle attività;
  • irrequietezza motoria o, al contrario, marcata passività;
  • difficoltà nella regolazione delle emozioni, con frequenti crisi di frustrazione o difficoltà ad adattarsi ai cambiamenti;
  • difficoltà nella relazione con i coetanei o nell’interazione con gli adulti;
  • particolare sensibilità o ridotta risposta agli stimoli sensoriali, come rumori, luci, consistenze o contatto fisico.

La presenza di uno o più di questi segnali non significa necessariamente che il bambino abbia un disturbo del neurosviluppo. Tuttavia, se le difficoltà sono persistenti, interferiscono con la vita quotidiana o destano preoccupazione nei genitori, negli insegnanti o nel pediatra, una valutazione TNPEE può aiutare a comprendere il profilo di sviluppo del bambino e a individuare le strategie di supporto più appropriate.

Sì. Al termine del percorso viene condivisa una restituzione con la famiglia e, se richiesto, una relazione scritta con gli esiti della valutazione, i punti di forza, le eventuali difficoltà e le indicazioni per il percorso successivo.

No. La valutazione serve a comprendere i bisogni del bambino. Se emerge la necessità di un intervento, il TNPEE propone un progetto personalizzato; in altri casi può suggerire monitoraggio, consulenza o l’invio ad altri professionisti.

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