Uno spazio per ritrovarsi mentre tutto sta cambiando

In breve

Psicoterapia con l'adolescente

La Psicoterapia dell’Età Evolutiva accompagna bambini e adolescenti in un percorso successivo alla Valutazione Psicologica, con l’obiettivo di potenziare le risorse individuali e prendersi cura dei disagi che possono emergere durante la crescita.

Quando è utile?

La Psicoterapia con l'adolescente

La Psicoterapia dell’Età Evolutiva è un percorso rivolto ai bambini e agli adolescenti successivo alla Valutazione Psicologica. La presa in carico psicoterapeutica ha come scopo il potenziamento delle risorse individuali e la cura di disagi in un periodo delicato di crescita

L’adolescenza è una tappa fondamentale ed altresì obbligatoria nel processo di crescita. E’ un momento di passaggio, in cui tante certezze vengono meno, tutto viene messo in discussione: in primo luogo l’immagine di Sè. Uno dei principali compiti evolutivi dell’adolescente è costruirsi una propria identità e ciò comporta spesso stati di profonda crisi ed incertezza. 

 

I principali compiti evolutivi che l’adolescente si trova a dover affrontare sono:

il processo di separazione dalla famiglia di origine

la costituzione di una nuova immagine di Sé

trovare un posto ed una collocazione nel sociale

Quando uno o più di questi compiti evolutivi non riesce, o fatica, ad essere portato avanti, si entra in crisi.

I motivi che possono portare un adolescente in Psicoterapia sono molteplici: difficoltà scolastiche, comportamenti aggressivi, disturbi d’ansia, depressione, disturbi alimentari, atti di autolesionismo. 

In alcuni casi sono i ragazzi stessi che sentono il bisogno di un aiuto per affrontare un momento di fragilità o di disorientamento da cui non riescono a trovare una via di uscita e si sentono “persi”.

Uno spazio sicuro

Lo spazio di Psicoterapia

L’adolescente ha bisogno di separarsi dal suo passato di bambino che sembra tanto lontano, pur essendo così vicino e ha bisogno e desiderio di proiettarsi nel futuro che però risulta ancora confuso e pieno di incertezze.

L’adolescente si trova in una “terra di mezzo”: Non è più bambino ma non è ancora grande, non sa più chi è; questo genera un forte smarrimento ed uno stato di angoscia. L’adolescente si trova a dover ricostruire da zero la propria identità, perché i mutamenti corporei e l’acquisizione dei caratteri sessuali hanno reso inservibile l’identità infantile a cui ha fatto riferimento finora. Sa che non è più un bambino, ma non è nemmeno ancora un adulto e quindi chi è?

Lo spazio di Psicoterapia è finalizzato ad accompagnare l’adolescente nel processo evolutivo, in un percorso che lo porti a “riscoprire” se stesso, a costruirsi una nuova identità e a trovare una sua collocazione nel mondo. Insomma a capire chi è.

Chi è lo psicologo?

Approfondisci la figura dello psicologo

Come lavoriamo?

Percorso diagnostico e terapeutico

Presso il Centro operano professionisti qualificati, esperti in Psicoterapia dell’Età Evolutiva, in grado di offrire uno spazio rivolto sia al ragazzo mediante la pianificazione di un percorso Psicoterapeutico adeguato, sia ai genitori attraverso colloqui di Sostegno alla Genitorialità.

A chi puoi rivolgerti?

I nostri Psicologi dell'età Evolutiva

FAQ

Risposte rapide alle domande più comuni.

  • Costruzione dell’identità: aiutare il ragazzo a capire chi è, separando i propri desideri dalle aspettative dei genitori o dei coetanei. 
  • Elaborazione del lutto del corpo infantile: accettare le trasformazioni fisiche e lo sviluppo sessuale, spesso fonte di forte disagio o dismorfofobia. 
  • Mentalizzazione delle emozioni: imparare a dare un nome e un senso a stati d’animo intensi (rabbia, vuoto, tristezza) senza tradurli in azioni dannose.
  • Autonomia relazionale: sostenere il ragazzo nel delicato passaggio di svincolo dalla famiglia verso il gruppo dei pari. 

 

Come si svolge una seduta con l’adolescente?

  • Il setting: Il lavoro avviene attraverso il colloquio clinico faccia a faccia; non si usano più solo giochi, ma il canale principale è la parola e  possono essere integrati strumenti espressivi come la musica, il disegno o la scrittura.
  • La frequenza: di norma le sedute sono individuali e si tengono una volta alla settimana, per garantire continuità e stabilità al ragazzo. 
  • L’alleanza terapeutica: il terapeuta non si pone come un giudice o un terzo genitore, ma come un adulto alleato, neutrale e focalizzato esclusivamente sul benessere del giovane.
  • Il setting: Il lavoro avviene attraverso il colloquio clinico faccia a faccia; non si usano più solo giochi, ma il canale principale è la parola e  possono essere integrati strumenti espressivi come la musica, il disegno o la scrittura.
  • La frequenza: di norma le sedute sono individuali e si tengono una volta alla settimana, per garantire continuità e stabilità al ragazzo. 
  • L’alleanza terapeutica: il terapeuta non si pone come un giudice o un terzo genitore, ma come un adulto alleato, neutrale e focalizzato esclusivamente sul benessere del giovane.
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  • Psicodinamico / Psicoanalitico: esplora i conflitti inconsci, la storia personale e le dinamiche relazionali profonde che generano il blocco evolutivo, fornendo interpretazioni che possano generare un cambiamento. 
  • Cognitivo-Comportamentale (CBT): si focalizza sulla gestione pratica dei sintomi attuali (es. attacchi di panico, fobie) attraverso la ristrutturazione dei pensieri disfunzionali. [
  • Sistemico-Relazionale: guarda al sintomo dell’adolescente come espressione di un disagio dell’intero sistema familiare, coinvolgendo più attivamente i parenti nel processo.
  • Non forzare l’obbligo: costringere fisicamente un adolescente alle sedute rende la terapia inefficace, poiché manca la motivazione intrinseca.
  • Primo contatto ai genitori: in caso di rifiuto fermo, i genitori possono iniziare da soli un percorso di consulenza per capire come modificare le dinamiche a casa e favorire, in un secondo momento, l’aggancio del figlio. 

1 indicatori nel comportamento dell’adolescente

  • Riduzione dei sintomi: i comportamenti problematici, come i comportamenti disfunzionali, l’aggressività, l’ansia o le paure, diminuiscono per frequenza e intensità.
  • Maggiore autoregolazione: il ragazzo/a riesce a nominare le proprie emozioni anziché passare all’agito.
  • Ripresa dello sviluppo: si sbloccano quelle aree che prima apparivano ferme, come il rendimento scolastico, l’autonomia personale o l’interazione con i coetanei.
  • Frequenza volentieri: il ragazzo/a si reca alle sedute senza opporre resistenza e mostra un rapporto di fiducia e serenità con il terapeuta.

 2 Indicatori nel contesto familiare e sociale

  • Clima domestico sereno: diminuiscono i livelli di stress e i conflitti tra genitori e figli durante le routine quotidiane.
  • Feedback positivi esterni: gli insegnanti, gli educatori o gli allenatori sportivi segnalano spontaneamente un miglioramento nell’atteggiamento o nell’attenzione del minore.
  • Strategie genitoriali: i genitori si sentono più competenti e sicuri nell’applicare i suggerimenti concordati con lo specialista per gestire i momenti critici.
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Centro di terapia dell'Età Evolutiva e dell'Adulto

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