Quando il gioco diventa terapia

In breve

Terapia NeuroPsicomotoria

La terapia TNPEE è indicata quando un bambino presenta difficoltà nello sviluppo motorio, cognitivo, relazionale, nelle autonomie o nella regolazione del comportamento. L’intervento viene proposto dopo una valutazione specialistica che ne definisce obiettivi e modalità.

Cos'è?

Che cos'è la Psicomotricità

La Psicomotricità è una pratica prevalentemente orientata alla fascia 0-6 anni, in quanto il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva (TNPEE) è un professionista laureato in ambito riabilitativo, ma è anche un esperto del gioco, attività fondamentale e mezzo di apprendimento soprattutto per i bambini prescolari.


Lo sviluppo fisico dei bambini è un processo delicato e molto importante per il futuro benessere della persona, è quindi fondamentale che si intervenga tempestivamente con attività di psicomotricità sui bambini che presentano deficit o ritardi nello sviluppo.

Talvolta si rileva un ritardo psicomotorio già dalla prima infanzia, evidenziando carenza dal punto di vista armonico di tutte le funzioni adattive e determinando quindi la necessità di intervento dello psicomotricista attraverso appunto esercizi di psicomotricità.


La terapia psicomotoria è indirizzata – e sempre consigliata – in tutti i casi in cui il bambino presenti un ritardo cognitivo, disturbi nella coordinazione, disturbi visuo-spaziali, difficoltà comportamentali.


La terapia psicomotoria sfrutta il fattore gioco per come principale strumento terapeutico


Attraverso la psicomotricità i bambini possono raggiungere il loro massimo potenziale di sviluppo, favorendone l’integrazione sociale e dando loro la possibilità di acquisire autonomia.

Le sedute di psicomotricità possono effettuarsi individualmente con il bambino oppure con la presenza del genitore, in base alle loro caratteristiche e agli obiettivi che vengono personalizzati e condivisi con la famiglia.

Quando è utile?

Quando è utile la Terapia Psicomotoria

La terapia psicomotoria è utile quando si verificano blocchi o rallentamenti nel processo di maturazione psico-corporea dei bambini. Si rivolge, in particolare, a bambini con:
Ritardo psicomotorio
Disturbi dell’apprendimento
Disturbi visuo-spaziali
DIfficoltà comportamentali
Difficoltà attentive ed impulsività
Difficoltà emotive e relazionali
ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività)
DISturbi generalizzati dello sviluppo.
Disturbo della coordinazione motoria (disprassia)

Si rivolge solitamente a bambini di età inferiore ai 6 anni.

Qual'è il ruolo del gioco?

Il Ruolo del Gioco

Il gioco nella terapia psicomotoria svolge un ruolo chiave, in quanto è un mezzo di espressione, comunicazione, interazione e sviluppo. Attraverso il gioco, inoltre, il bambino esprime bisogni e desideri, cresce, afferma la propria esistenza, pone le basi per la strutturazione del mondo interno e la costruzione delle relazioni con la realtà esterna.

Qual'è l'obiettivo della terapia?

L'obiettivo della Terapia Psicomotoria

Il terapista si pone in una dimensione di ascolto verso il bambino e verso i suoi bisogni e favorisce la crescita dello stesso, ponendo attenzione allo stretto rapporto tra mente e corpo.

L’obiettivo della terapia consiste nell’offrire al bambino la possibilità di raggiungere il suo massimo potenziale di sviluppo, favorendo l’acquisizione di un maggior grado di autonomia, integrazione sociale e adattamento all’ambiente circostante.

Il Centro ha un’équipe multidisciplinare composta da professionisti esperti nell’ Età Evolutiva, in grado, inseguito ad un percorso di Valutazione, di avere un quadro chiaro e preciso sullo stato dello sviluppo psicomotorio del bambino, in modo da poter pianificare un percorso Terapeutico adeguato volto a favorire la crescita e a raggiungere le tappe di sviluppo.

A chi puoi rivolgerti?

I Nostri TPNEE

FAQ

Risposte rapide alle domande più comuni.

La terapia TNPEE è indicata quando un bambino presenta difficoltà nello sviluppo motorio, cognitivo, relazionale, nelle autonomie o nella regolazione del comportamento. L’intervento viene proposto dopo una valutazione specialistica che ne definisce obiettivi e modalità.

Ogni seduta è personalizzata in base all’età e ai bisogni del bambino. Attraverso il gioco, il movimento e attività specifiche, il TNPEE propone esperienze che favoriscono lo sviluppo delle competenze motorie, attentive, relazionali e dell’autonomia.

Generalmente una seduta dura 45 minuti, ma la durata può variare in base all’età del bambino e al progetto terapeutico.

Non esiste un numero prestabilito. La frequenza e la durata del percorso vengono definite in base agli obiettivi terapeutici e rivalutate periodicamente in funzione dei progressi del bambino.

La partecipazione dei genitori dipende dall’età del bambino e dagli obiettivi del trattamento. In ogni caso, la famiglia è coinvolta nel percorso attraverso momenti di confronto e indicazioni pratiche per sostenere lo sviluppo del bambino anche a casa.

Sì. Il gioco rappresenta uno degli strumenti principali del TNPEE perché permette al bambino di apprendere, sperimentare nuove competenze e sviluppare le proprie capacità in un contesto motivante e adeguato alla sua età.

I tempi sono diversi per ogni bambino e dipendono dalle caratteristiche individuali, dagli obiettivi del percorso e dalla costanza dell’intervento. Durante il trattamento vengono effettuate verifiche periodiche per monitorare i progressi e aggiornare il progetto terapeutico.

. Il TNPEE collabora frequentemente con neuropsichiatri infantili, logopedisti, fisioterapisti, terapisti occupazionali, psicologi e altri professionisti per garantire un intervento coordinato e personalizzato.

Non sempre. In alcuni casi la terapia viene avviata dopo una diagnosi, mentre in altri può essere proposta sulla base della valutazione clinica e dei bisogni emersi durante l’osservazione del bambino.

La necessità di iniziare una terapia TNPEE viene valutata caso per caso, sulla base delle caratteristiche e dei bisogni del bambino. Dopo una valutazione specialistica, il TNPEE definisce se sia opportuno avviare un percorso terapeutico oppure se siano sufficienti un monitoraggio nel tempo, indicazioni ai genitori o altri interventi.

La terapia può essere indicata quando le difficoltà del bambino interferiscono con le attività quotidiane, il gioco, gli apprendimenti, le autonomie o le relazioni con gli altri. Ad esempio, può essere utile in presenza di:

  • ritardo nello sviluppo motorio;
  • difficoltà di coordinazione ed equilibrio;
  • difficoltà nella motricità fine (come disegnare, scrivere o usare le posate);
  • difficoltà di attenzione, pianificazione e organizzazione delle attività;
  • difficoltà nella regolazione delle emozioni e del comportamento;
  • difficoltà nel gioco, nella relazione con i coetanei o nelle autonomie quotidiane;
  • disturbi del neurosviluppo, come disturbo della coordinazione motoria, disturbo dello spettro autistico o altre condizioni per le quali è indicato un intervento neuropsicomotorio.

Non sempre una difficoltà richiede un trattamento riabilitativo. In alcuni casi è sufficiente osservare l’evoluzione dello sviluppo o fornire strategie pratiche alla famiglia e alla scuola. Quando invece la terapia è indicata, viene costruito un progetto personalizzato con obiettivi specifici, condivisi con i genitori e aggiornati nel tempo in base ai progressi del bambino.

L’obiettivo è favorire lo sviluppo delle competenze del bambino, valorizzarne le risorse e promuovere la partecipazione alle attività quotidiane, migliorando autonomia, benessere e qualità della vita nel rispetto delle sue caratteristiche e dei suoi tempi di crescita.

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